La cicatrice è il risultato fisiologico di un danno o di una lesione di varia natura a carico del derma e dell’epidermide. In particolare, l’organismo reagisce innescando un processo tramite il quale il tessuto danneggiato viene sostituito con tessuto fibroso. A seconda dell’entità e della profondità della lesione, poi, la cicatrice sarà più o meno visibile, lasciando un segno sulla pelle.

Terapia

Per mezzo dell’applicazione integrata di specifici strumenti e microcorrenti, e avvalendosi di un metodo procedurale molto ben ottimizzato e collaudato nel tempo, è possibile intervenire, il più delle volte, con successo terapeutico sia dal punto di vista estetico, che funzionale.

Questo vale per tutti gli esiti cicatriziali, quindi recenti e anagraficamente un pò meno recenti. Inoltre per tutte le dimensioni, quindi estensione e larghezza, e localizzazione.

Ad oggi il maggior caso di insuccessi si è presentato a fronte del trattamento dei cheloidi (per i quali non si consiglia di prendere in carico il paziente, bensì solo la gestione per mezzo di manu medica), inoltre nelle cicatrici atrofiche, per le quali vi sono pochi margini di trattabilità ed, infine, nel trattamento delle striae albae (smagliature bianco perlato) per assenza di margini di miglioria sia meccanicamente con gli strumenti, che con l’utilizzo delle microcorrenti.

Viceversa, nel trattamento delle striae rubae (smagliature in fase nascete), ci potrebbero essere ottimi risultati con l’utilizzo delle microcorrenti. In quest’ultimo caso, è sconsigliato il trattamento meccanico con gli strumenti progettati per il trattamento delle cicatrici.

Ottimi risultati si possono ottenere nel trattamento plastico delle cicatrici ipertrofiche (accorciando i tempi fisiologici di ridimensionamento), e nel trattamento decompressivo delle cicatrici retraenti. Infine, nell’agevolazione della depigmentazione dei copri cicatriziali generalmente trattati con lozioni cromo regolatrici, delle quali è comunque consigliato l’utilizzo come metodo coadiuvante.